Non perderti d’animo
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14 maggio 2020 - Non perderti d’animo
Lettura: Testi vari
Perché Dio non risponde alla nostra preghiera? Questo genera un dubbio nel credente. Anche Abramo dubitò con la sua fede. Il popolo d’Israele dubitò di Dio quando, una volta liberati dalla schiavitù, mostrarono di essere dei disertori perché desiderarono ritornare in Egitto. In Marco capitolo 9, Gesù opera una guarigione di un indemoniato e, il padre del ragazzo, chiese a Gesù “se puoi!”. Gesù rispose che “Ogni cosa è possibile a chi crede”, e il padre del razzo disse:
(Marco 9:24) «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità».
Anche il grido di Gesù, nel salmo profetico di Davide, era senza interruzione.
(Salmo 22:2) Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte, senza interruzione.
(Abacuc 1:2) Fino a quando griderò, o SIGNORE, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi.
In quest’ultimi versi sembra come se Dio non ascolta il grido della preghiera. L’attesa prolungata produce scoraggiamento e stanchezza, e questo induce a smettere di pregare. È una decisione sbagliata, che rivela la miopia spirituale. Noi essere umani abbiamo il nostro sistema cronologico, ma per Dio un giorno è come mille anni e mille anni sono come un giorno (Salmo 90:4 – II Pietro 3:8).
Dio non ha "orecchie da mercante", ma provvede alle necessità dei suoi figli, perché anche il volare di un passero è sotto il controllo di Dio.
(Mt 6: 25) «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
(Matteo 10:29-30) Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.
Quando sembra che Dio non ci risponde, tendiamo ad essere impazienti perché subito vorremmo ottenere ciò che desideriamo.
(Giovanni 7:6) Gesù quindi disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto.
Gesù afferma che il nostro tempo è sempre pronto. Ciò vuol dire che a volte il Signore Gesù deve aggiungere altro tempo alla nostra impazienza. Anche Abacuc era torturato dal silenzio di Dio perché desiderava un intervento tempestivo da parte di Dio contro l’oppressione che subiva il popolo d’Israele (Abacuc 1:13-17). Abacuc aveva bisogno di vedere le cose con “gli occhi di Dio”.
(Abacuc 2:1) Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre, e starò attento a quello che il SIGNORE mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta.
Dio non respinge coloro che confidano in lui. Il credente che confida in Dio non sarà mai deluso finché avrà uno spirito in comunione con Dio. Deve avere quindi gli occhi fissi su Gesù per “sentire” il suo calore ed il suo affetto.
(Salmo 25:3) Nessuno di quelli che sperano in te sia deluso; siano confusi quelli che si comportano slealmente senza ragione.
Dio ascolta le nostre suppliche e troverà il modo per farci uscire dalla prova. Non sempre Dio opera come noi desideriamo e nel modo come noi speriamo.
Agostino (noto padre della chiesa del IV sec. d.C.), si convertì anche grazie alla preghiera incessante di sua madre Monica, che vide suo figlio imbarcarsi verso Roma con l’intento di “buttarsi” nel mondo. La madre di Agostino continuò a pregare con l’amarezza provocata dalla delusione.
Isaia 55:9 Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
Se la supplica è conforme alla volontà di Dio, la risposta arriverà nel momento opportuno, ma è necessario pregare senza stancarsi. (Luca 18:1-8 – la parabola del giudice iniquo). L’attesa ha effetti salutari per l’anima perché rafforza la fede e la pazienza, essenziali per la maturità spirituale. Per quanto possa essere prolungata l’attesa, come afferma l’apostolo Pietro, lo sarà per breve tempo.
(I Pietro 1:6-7) Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo.
La perseveranza nella preghiera ravviva la comunione con Dio. È come comparire dinanzi alla grazia di Dio impregnati di santità e di amore.
Tante volte, la risposta alla nostra preghiera, non è quella desiderata. Giobbe sentiva il Signore vicino, ma non lo vedeva. Elia (1 Re 19) fuggiva dalla presenza di Dio, desiderava morire, ma Dio lo ravviva.
Dio è sempre vicino a noi e sta preparando qualcosa di speciale per ciascuno di noi. Dio sa quando intervenire, ma dobbiamo avere pazienza. La fame può costringere il ragazzo fuggiasco a tornare a casa, ma può darsi che non trovi da mangiare, ma troverà sua madre. Vale la pena pregare e non perdersi d’animo.