Il rovescio della medaglia
- by LDL
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08 novembre 2020
Lettura: I Pietro 2:9
(I Pietro 2:9) Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa;
Cosa vuol dire essere santi? Santo vuol dire essere separato dal peccato e riservato esclusivamente per Dio. Vuol dire essere diverso da quello che si è naturalmente. Per natura siamo tutti peccatori e sotto la condanna di Dio. Per natura l’uomo non potrebbe mai essere mai santo. Santo vuol dire puri ed essere dedicato totalmente a Dio, essere un possesso speciale di Dio.
Chi è un vero figlio di Dio è proprietà speciale di Dio, è riservato per la Sua gloria perché è stato acquistato da Dio. Quindi siamo stati acquistati da Dio come gente santa.
Essere santo, prima di tutto è una posizione legale. In altre parole, nel tribunale di Dio, significa essere dichiarato innocente. L’unico modo, per l’uomo, di avere questa posizione legale è di essere ricoperto della giustizia e della santità di Dio. È impossibile per l’uomo essere santo con i propri sforzi, perché è macchiato dal proprio peccato. La salvezza, infatti, è lo scambio della giustizia e della santità di Cristo con il peccato e l’ingiustizia dell’uomo.
(II corinzi 5:21) Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.
Quando l’apostolo Paolo si rivolge ai santi Cristo Gesù, intende coloro che lo sono dichiarati legalmente, essendo stati coperti dalla santità di Cristo. Essere coperti della santità di Cristo significa godere del grande privilegio di avere libero accesso alla presenza di Dio.
Dio nella sua santità non accetta l’uomo peccatore. Molti affermano di pregare e che Dio ascolta le loro preghiere, ma senza Cristo non ci si può avvicinare a Dio. Chi non è un santo in Cristo è ancora coperto dalla condanna del suo peccato, e quindi le sue preghiere non arrivano a Dio. Chi ha Cristo, per nessuno merito proprio, ha libero accesso a Dio perché è coperto dalla santità di Cristo.
(Ebrei 10:19-22) Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Non esiste alcun privilegio nel mondo paragonabile a quello di avere libero accesso a Dio. Si può ricevere tanta gloria umana, ma che non dà alcun beneficio. Gli uomini non possono benedire, solo Dio può benedire, salvare e dare la vera vita. Sono tutti benefici eterni che gode chi è santo, e valgono più d’ogni altra cosa che il mondo può offrire. Chi non ha Cristo è sotto la condanna e non può conoscere l’amore di Dio mentre, chi è santo, ha le benedizioni di Dio e gode di un’eredità riservata eterna.
(Efesini 1:18-19) Egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, e qual è verso di noi, che crediamo, l'immensità della sua potenza.
Secondo il metro di Dio, nessun uomo è mai veramente santo per merito proprio, ma lo è per meriti della sua unione in Cristo. Solo in Cristo si hanno i benefici della santità di Cristo. Per questo motivo l’apostolo Paolo si rivolge nelle sue lettere “a tutti i santi in Cristo Gesù” perché sono santi in virtù della loro unione in Cristo.
La salvezza dipende dall’essere uniti a Cristo. Essere uniti in Cristo è il cuore dell’evangelo. Si è uniti in Cristo per mezzo della fede e tramite il battesimo dello Spirito Santo. La fede in Cristo è un dono che viene dato da Dio all’uomo che desidera essere salvato. Quando si crede in Gesù, si diventa tutt’uno con Cristo, e solo in Cristo si può essere santi.
Essere in Cristo è essenziale per la salvezza, ma questo significa anche dimorare in Cristo.
(Giovanni 15:1-6) «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.
Chi non è in Cristo, il suo giudizio finale è tragico! Non esiste la vera salvezza senza essere in Cristo Gesù. Solo in Cristo possiamo essere santi. È in Cristo che il peccatore viene reso santo. È in Cristo che siamo giustificati. È in Cristo che Dio opera nel credente, giorno dopo giorno, per trasformarlo realmente in ciò che è. Tutto il merito dell’essere santi va a Cristo.
Se il privilegio di essere un santo è enorme, il rovescio della medaglia è la nostra responsabilità nei confronti di Dio. Una persona che è veramente in Cristo porterà dei chiari frutti. Se non ci sono frutti, è probabile che quella persona non è in Cristo.
(I Pietro 1: 15-16) ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».
(Romani 8:1-8) Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace; infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.
(Galati 5:16-24) Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge. Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.
(I Giovanni 3:6 e 9-10) Chiunque rimane in lui non persiste nel peccare; chiunque persiste nel peccare non l'ha visto, né conosciuto… … Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio. In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.
La parola di Dio è chiara e indiscutibile. Chi è in Cristo non rimane nel peccato, e chi rimane nel peccato non è in Cristo. La santità, per chi è in Cristo, è essenziale, è un grande privilegio, ma anche una grande responsabilità.
Nessuno sarebbe capace di crescere da solo in santità, ma chi è in Cristo non si è solo, ma è realmente in Cristo ed è un tutt’uno con Lui, e troverà in Cristo la capacità di crescere nella santità. Cristo lo condurrà per mano aiutandolo quotidianamente.
Riflettiamo spesso e a lungo sul fatto di essere santi, in Cristo. Consideriamo il grande, enorme privilegio di essere santi. Non esiste alcun privilegio nel mondo paragonabile al privilegio di essere un santo in Cristo Gesù. Tutto l’onore e tutta la gloria che il mondo può dare non valgono nulla in eterno. Invece, essere un santo in Cristo offre benefici e benedizioni in questa vita e per tutta l’eternità.
Immaginiamo di dover partire per una bella vacanza. Affrontare il viaggio comporta delle difficoltà (preparativi, viaggio). Se si soffermiamo sulle difficoltà del momento potremo lamentarci e avere poca gioia, ma se volgiamo lo sguardo a quello che ci aspetta, si può avere tanta gioia.
Dove stiamo guardando? Ricordiamo che siamo santi. Viviamo la gioia di quello che siamo. Impegniamoci ad essere santi in tutta la nostra vita, perché solo così abbiamo il frutto di chi è veramente santo.
Un giorno godremo per sempre, con tutti i santi, la gloria del nostro Signore.
(Matteo 25:23) "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore".