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Liberati e riconciliati

Liberati e riconciliati

by GR
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26 gennaio 2020
Lettura: Colossesi 1

Paolo loda i credenti di Colosse per la loro esemplarità, come per la chiesa di Tessalonica, la cui fama si era sparsa per tutta la terra. Un aspetto fondamentale della fede del credente è sempre concepita in relazione alle buone opere.

Siamo salvati per grazia, ma Dio vuole che la nostra fede sia resa compiuta attraverso la manifestazione delle opere che Dio ha innanzi preparato. Cristo è morto per noi e, grazie al Suo sacrificio, noi siamo stati salvati in speranza del ritorno del Signore.

Ci sono due verbi: liberare e riconciliare. La riconciliazione con Dio è preceduta dalla liberazione ovvero da una condizione di assenza di vita e di comunione con Dio. Liberazione e riconciliazione sono due verbi di relazione. In “Lui”, nell’epistola, è riferito a Cristo che è l’immagine dell’Iddio invisibile. In Cristo sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra. In Cristo sussistono tutte le cose.

Cristo ci ha liberato per essere riconciliati con Dio (v.20). Il sacrificio di Cristo, nella pienezza dei tempi, è stato fondamentale per la nostra riconciliazione.

Il sangue di Cristo (rappresentato da semplice vino), e lo sprezzamento del suo corpo (rappresentato da semplice pane), ha fatto si che noi fossimo trasportati nel regno dei cieli per avere pace con Dio (riconciliazione). Siamo giustificati per fede, abbiam pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Il frutto della liberazione è la riconciliazione e la conseguenza di essere stati trasportati nei luoghi celesti.

La speranza di Dio non delude perché non è fondata sulle nostre opere, ma sull’amore di Dio: Cristo morto per noi. Guai se la nostra riconciliazione dipendesse dalle nostre opere! Cristo è l’elemento essenziale, la testimonianza efficace della nostra salvezza.

Dio ci ha riconciliati (v. 22) …per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili, se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato servitore.

La fede che salva è costante, perseverante e produce delle buone opere. (Tito 8:3) Siamo chiamati a perseverare nelle buone opere non ai fini della salvezza la quale è per grazia, ma per portare frutto (Tito 8:14).

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