Testimoni fedeli nell'attesa
- by Davide Martella
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19 aprile 2020
Lettura: Apocalisse 3:7-13
Sono giorni difficili, ma dobbiamo alzare il nostro sguardo verso Colui che viene e viene presto. Facciamo tesoro dei Suoi insegnamenti e mettiamo in pratica la Sua Parola perché siamo Suoi figli e Suoi testimoni.
In questo brano, Gesù Cristo sta dando il Suo messaggio particolare a sette chiese, geograficamente non molto distanti, dell’Asia minore. Questo messaggio particolare, in quel momento storico, si proietta a noi oggi e in futuro se Egli tarda a venire. Come vivere la nostra vita di testimoni su questo pianeta terra?
Il messaggio di Gesù, alla chiesa di Filadelfia, si può sintetizzare in sei punti:
1) Il Signore è vicino a color che sono poveri in spirito mentre resiste ai superbi;
2) Il Signore considera una grande ricchezza la missione di avere poca forza;
3) Il Signore considera prezioso serbare la sua parola;
4) È fondamentale non rinnegare chi Egli è veramente;
5) È di grande valore procedere con costanza;
6) Gesù non ispeziona l’esteriore, ma l’interiore, il cuore.
La chiesa di Filadelfia, probabilmente di numero esiguo (lo si può dedurre dal verso 8 dove dice …pur avendo poca forza), non abbandonò la testimonianza, ma la mantenne ferma. Per questo motivo, Gesù gli pone davanti una porta aperta. La testimonianza della chiesa di Filadelfia è il risultato della pratica della parola biblica dell’insegnamento del nostro maestro, della messa in opera dei valori dell’etica cristiana e della diffusione del vangelo. Questa visione della vita di fede è qualcosa che il cristianesimo odierno ha una grande responsabilità di recuperare. Spesso si pensa che l’evangelizzazione con grandi risultati sia prerogativa delle chiese numerose semplicemente perché possono permettersi tanti mezzi, ma non è così. È un fatto evidente che il Signore si serve di credenti fedeli e perseveranti, nonostante le contrarietà e indipendentemente dalla numerosità della chiesa a cui essi appartengono.
C’è differenza tra la cristianità formale che si accontenta di manifestazioni spettacolari (confondendoli talvolta con l’azione dello spirito), e il Cristianesimo che vive il Cristo. Noi abbiamo il dovere di evidenziare questa differenza. Dobbiamo guardare a questa lettera come ad un forte richiamo per noi oggi alla fedeltà e al servizio.
Filadelfia, insieme a Smirne, è la chiesa verso la quale il Signore non ha parole di rimprovero o di condanna perché è una chiesa che vive la Parola di Dio.
(v.8) Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre.
Filadelfia, sebbene una chiesa evidentemente piccola, era fedele, impegnata, attiva e, per questa ragione, il Signore gli apre una porta. Una chiesa che guarda solo al Signore. Chi fissa lo sguardo su Gesù, inevitabilmente sarà illuminato da Lui.
La caratteristica del messaggio alle sette chiese è che, a ciascuna di essa, Gesù presenta qualcosa o più cose che appartengono alla Sua persona.
Gesù si presenta come il Santo. Ci troviamo di fronte ad una dichiarazione della divinità di Cristo che ci viene enfatizzata e la possiamo comprendere in tre momenti distinti. All’annuncio della Sua nascita (Luca 1:35) L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Quando l’apostolo Pietro, nella sua predicazione, riprende un brano profetico del Salmo 16 riferendolo alla resurrezione di Cristo (Atti 2:27) perché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades, e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione. E infine, l’autore dell’epistola agli Ebrei (7:26) afferma … a noi era necessario un sommo sacerdote come quello, santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al di sopra dei cieli.
Gesù, il Santo, è venuto a manifestare le perfezioni assolute di Dio. Gesù è l’espressione della purezza assoluta. Quindi dev’essere Gesù il modello che i credenti devono contemplare. Qualcuno ha scritto: “più saremo come Lui e più avremo una visione esatta di chi è Gesù”.
Gesù si presenta come il Veritiero. Gesù, durante il Suo ministerio terreno affermò di essere la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6). La verità che libera e che illumina i cuori. Di fronte a questa affermazione che Gesù è il veritiero, è doveroso sottolineare le conseguenti implicazioni pratiche nella nostra vita. Cosa vuol dire per me che Gesù è il veritiero? Vuol dire che da un lato c’è l’affermazione che Cristo è il veritiero, dall’altro ci sono altrettante affermazioni umane su presunte verità. Chiunque afferma di essere Cristiano, deve interrogarsi: è possibile servire due padroni?
Gesù ha la chiave di Davide. Nel messaggio alla chiesa di Filadelfia, Gesù applica a sé stesso il testo di Isaia 22:22 Metterò sulla sua spalla la chiave della casa di Davide; egli aprirà, e nessuno chiuderà; egli chiuderà, e nessuno aprirà. Avere una chiave significa avere autorità di entrare e di uscire senza dover chiedere. Cristo Gesù possiede l’autorità suprema di aprire e chiudere. Gesù sottolinea la necessità di riconoscere la Sua Signoria senza alcuna riserva. Gesù è Colui che apre e nessuno chiude, e Colui che chiude e nessuno apre. Egli detiene l’autorità. Gesù ricorda a questa chiesa, e a noi, che la Sua potenza e la Sua autorità sono esclusive e incontrastate. Il potere assoluto appartiene a Cristo. (Efesini 1:22) Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa. (Apocalisse 19:16) E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI.
Applicazioni pratiche
La dimostrazione esteriore della salvezza è ascoltare e mettere in pratica la Parola di Colui che ha l’autorità assoluta. Se ancora non sei salvato, sappi che non c’è nessun santo o apostolo che possiede le chiavi della salvezza. Puoi ricevere la vita eterna ed entrare in una relazione con Lui solo ed esclusivamente mediante la fede in Gesù come tuo personale salvatore.
La fede non produce idee, ma opere. Dio prepara delle opere buone per noi e si aspetta che le pratichiamo. Gesù, sulla base della Sua onniscienza, fa delle dichiarazioni assolutamente autorevoli sulla Sua divinità. (v. 8) Conosco le tue opere. Il Signore Gesù è alla ricerca delle opere nella vita dei credenti. Al verso 2 dello stesso capitolo di Apocalisse, alla chiesa di Sardi, Gesù dirà: non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio (“perfette” è tradotto anche con “compiute”). (Efesini 2:8-10) Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. Se dici aver fede per la salvezza, sulla base della Parola di Dio si può affermare che sei un salvato, ma sulla base della stessa Parola di Dio si può altresì affermare che se questa fede non produce opere, in se stessa ha una grossa anomalia (Galati 5:6) Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore.
In questi giorni difficili, sicuramente c’è stata aperta la grande porta della testimonianza. È incredibile come ogni giorno milioni di persone sono raggiunte dalla predicazione del vangelo e tanti si avvicinano al vangelo e decidono per Cristo. Mentre sembrava che a causa di questa pandemia si sarebbe chiusa le possibilità di testimonianza solo perché non possiamo entrare nei nostri locali di culto, Dio ha aperto una grande porta per la testimonianza.
Dobbiamo diffondere l’evangelo. La chiesa di Filadelfia aveva poca forza. Non abbiamo grandi mezzi per realizzare grandi progetti, ma con la forza di Dio possiamo essere in grado di testimoniare con estrema potenza la nostra fede per amore per Dio e amore per il prossimo. Sono questi gli elementi per una per una vera testimonianza di fede. In questa chiesa non si parla di risultati o numeri, ma di una porta aperta. A noi tocca diffondere la parola di Dio e al resto ci pensa Lui.
Il cristianesimo vero dev’essere unificato a Cristo e riconosciuto nella Sua Parola. La chiesa di Filadelfia ha serbato la Sua parola. Già alla fine del I secolo si rinnegava l’ispirazione della Parola di Dio, ma la chiesa di Filadelfia riteneva che la Bibbia fosse il libro autorevole ed era quindi legata alla Parola di Dio. Inoltre, la chiesa di Filadelfia non aveva rinnegato il Nome di Gesù Cristo in un periodo in cui erano forti gli attacchi alla Cristologia e in particolar modo alla deità e alla divinità di Cristo. In questo periodo, un gruppo di credenti rimane fedele a Gesù e crede alla Sua Parola. La chiesa di Filadelfia aveva serbato la Parola di Dio, non aveva rinnegato Cristo e in tempi di eresie rimane ferma e testimonia Cristo.
Dobbiamo rimanere fedeli e saldi nel Signore. Dio farà il resto. Ci vorrebbe un largo contesto storico, ma i giudei ne facevano passare di grattacapi ai primi cristiani, basti pensare che le prime persecuzioni contro i cristiani sono iniziate da sette giudaiche. Ecco (v. 9), riferendosi alla sinagoga di satana che dicono di essere giudei e non lo sono (Paolo ci dice chi è il vero giudeo), ecco, io li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi per riconoscere che io ti ho amato. A noi tocca rimanere saldi e fermi nel Signore, Lui farà il resto. (Pr. 16:7) Quando il SIGNORE gradisce le vie di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici.
Dobbiamo vivere nella speranza dell’attesa del ritorno di Cristo. Questo è l’incoraggiamento finale di Cristo per la chiesa di Filadelfia. (v. 10) Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra. La chiesa di Filadelfia non passerà attraverso la tribolazione. Alcuni ritengono che qui vi sia un riferimento alle forti persecuzioni ad opera di imperatori come Diocleziano e Traiano, altri ritengono che si tratti di forti sofferenze che, negli anni, questa chiesa comunque doveva attraversare. La chiesa sarà tolta dal mondo, e questo lo deduciamo dall’affermazione “Ti preserverò” (altri commentano con “ti esenterò”). La chiesa non vive nell’attesa della tribolazione con tutti i suoi giudizi (1 Tessalonicesi 4:13-18), ma della venuta di Cristo sulle nuvole del cielo. Sta per giungere l’ora della tentazione (tradotto anche con cimento), dove ci sarà una stratta su tutti i cittadini del mondo, ma la chiesa è esentata da tutto ciò.
(v. 11) Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona.
“Presto” non assume il significato di “vengo tra poco”, ma di “improvvisamente”. Gesù verrà improvvisamente per suscitare in questi credenti, e in noi, l’atmosfera di attesa. Noi viviamo nell’attesa. Gesù verrà nel momento che Filadelfia non conosce, questa è la speranza della chiesa descritta anche da Paolo (Tito 2:13) …aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù.
Viviamo giorni difficili, ma Dio è con noi e noi siamo sempre più attaccati e vicini a Lui. Viviamo nell’attesa con lo sguardo rivolto verso il cielo aspettando Colui che ci porterà sulle nuvole ad incontrarLo e che ci porterà nella casa celeste dove vivremo con Lui per l’eternità.