Il come e il quanto fa la differenza
- by EC
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09 maggio 2021
Lettura: Matteo 25:1-31
Nel vangelo di Matteo, nei capitoli 24 e 25, Gesù parla della venuta del Figlio dell’uomo e discepoli chiedono spiegazioni di questa venuta. Gesù conferma questo messaggio per mezzo di due parabole: la parabola delle dieci vergini e dei talenti.
La chiesa è esortata ad essere preparata, vigile e fedele. I credenti devono essere preparati alla venuta di Cristo.
(Matteo 24:42) Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà.
Vi è un parallelismo tra parabola delle dieci e quella dei talenti. La parabola delle dieci vergini è un invito ad esaminare la propria situazione spirituale mentre, la parabola dei talenti mette in enfasi il fatto che Dio ci ha donato delle risorse spirituali e si aspetta che, al suo ritorno, possa prendere il frutto del suo investimento.
Si enfatizza un parallelismo tra le due parabole: lo sposo e il padrone, le vergini e i servi, l’olio e il talento, la scorta dell’olio e l’investimento per portare frutto, il ritorno dello sposo e il ritorno del re e, infine il risultato nelle due parabole,
La parabola delle dieci vergini insegna a rimanere fedeli a Dio in ogni tempo. Solo così potremo essere pronti al suo ritorno. Con questa parabola Gesù ci vuole dimostrare che alcuni potrebbero essere impreparati al suo ritorno. Sia le avvedute e sia le stolte furono colte di sorpresa, ma la condizione che le differenzia è la loro prontezza all’attesa. Il fatto che le stolte erano impreparate era dovuto al fatto che lo sposo tardava. Tutte si addormentarono e al grido furono tutte colte di sorpresa, ma la condizione delle stolte era ben diversa rispetto a quelle avvedute. Questa parabola c’insegna a essere pronti a tempo dovuto.
Nella parabola dei talenti, anche i tre servitori ricevettero ciascuno i propri talenti. Il talento era fatto di argento e ogni talento pesava 50 kg. L’insegnamento è di mettere a frutto quello che Dio ci ha dato. A ognuno è stata data la quantità dovuta, e anche il singolo talento va messo a frutto.
I primi due servi hanno ricevuto la stessa risposta: Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". La risposta invece che ricevette il terzo servitore fu ben diversa: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse.
Questa parabola deve stimolarci a mettere a frutto quello che Dio ci dà. Non importa la scelta iniziale (quanti talenti possediamo), perché è una cosa a cui non possiamo metterci mano o giudizio, ma dobbiamo restare fermi su quella decisione ed essere pronti al suo ritorno, richiede perseveranza e consacrazione.
Se i credenti non sono impegnati nel servizio e non crescono spiritualmente, la loro vita avrà un decadimento e un lassismo. Ma se manteniamo alta l’attenzione del ritorno di Cristo, allora saremo pronti al momento opportuno.
La parabola delle dieci vergini evidenzia la necessità di essere pronti al Suo ritorno mentre, la parabola dei talenti, evidenzia il dovere di servire Cristo. Sono preparato per il suo ritorno? Sono impegnato per il servizio aspettando il suo ritorno?
Riflettiamo su queste parabole il cui nesso logico è essere preparati e essere servitori. Il come e il quanto fa la differenza.